Gestione dei rifiuti urbani

Perché molti dei paesi dell'UE non riescono ancora a riciclare gran parte dei loro rifiuti urbani

Perché molti dei paesi dell’UE non riescono ancora a riciclare gran parte dei loro rifiuti urbani  

All’inizio del 2021 la notizia dei rifiuti galleggianti accumulati sul lago Potpec in Serbia attirava l’attenzione dei media. Quello che una volta era un bellissimo lago si era trasformato in una discarica a cielo aperto, con una superficie costituita da uno spesso strato di rifiuti: da migliaia di bottiglie di plastica a tronchi d’albero o rottami di metallo. Questo accade solitamente in inverno, quando le grandi acque portano i rifiuti dalle discariche verso il lago, e sembra di essere una delle conseguenze della mancanza di sistemi e politiche di gestione dei rifiuti (urbani) efficienti in Serbia.

Purtroppo, la Serbia (non ancora membro dell’UE, ma in trattative per diventarlo) non è l’unico paese in Europa ad affrontare queste sfide. Secondo il rapporto della Commissione Europea del 2019, la metà dei paesi dell’UE rischiava di mancare l’obiettivo di riciclaggio dei rifiuti urbani del 50% entro il 2020. E in alcuni di questi paesi lo smaltimento in discarica era ancora a tassi elevati.

I dati sugli obiettivi raggiunti non sono ancora pubblici, ma possiamo comunque osservare alcuni dei risultati del 2019 per farci un’idea dei problemi di gestione dei rifiuti urbani in tutta l’UE.

La gestione dei rifiuti urbani nei paesi dell’UE

La buona notizia è che nel 2019 cinque paesi dell’UE avevano già raggiunto l’obiettivo del 50% – Austria, Belgio, Germania, Olanda e Slovenia – mentre altri nove stavano per raggiungerlo entro il 2020. Dall’altra parte, 14 degli stati membri rischiavano di mancarlo. Per quali motivi e quali sarebbero potute essere le soluzioni per accelerare la raccolta e il riciclo del rifiuto urbano? La Commissione Europea ha avuto nel 2019 alcune riflessioni a proposito:

  1. Le politiche locali dovevano migliorare, compreso il lavoro sugli strumenti economici (ad esempio le tasse sulle discariche, la responsabilità estesa del produttore, i programmi “Pay as You Throw”)
  2. Le municipalità avrebbero dovuto aumentare l’efficacia della raccolta differenziata – un passo obbligatorio se vogliono migliorare il tasso di riciclo.
  3. L’incenerimento e la messa in discarica dei rifiuti riciclabili venivano utilizzati ancora su larga scala. L’Estonia, per esempio, aveva fatto dei grandi progressi nella riduzione della messa in discarica dei rifiuti urbani, ma sembra che la maggior parte di questi rifiuti sia stata spostata verso l’incenerimento, che nel 2017 è salito al 42% secondo i dati. Perciò, i paesi avrebbero dovuto trovare soluzioni per diminuire l’incenerimento e le pratiche di smaltimento in discarica.

Dando uno sguardo ad alcune delle relazioni per paese della Commissione Europea nel 2019, si nota che le autorità, soprattutto quelle comunali, continuano ad avere un ruolo importante riguardo la gestione e il riciclo dei rifiuti. Infatti, molte delle azioni prioritarie dell’UE, per ogni stato, hanno al centro i comuni. Vediamo alcuni esempi:

Grecia

In Grecia nel 2017 solo il 19% dei rifiuti urbani veniva riciclato mentre l’80% veniva smaltito in discarica, per cui nel 2019 il paese apparteneva agli stati a rischi non raggiungimento dell’obiettivo prefissato per il 2020 (nonostante ciò, negli ultimi anni la Grecia ha fatto progressi normativi e concreti per l’aumento del riciclo dei rifiuti). In quest’ottica, la Commissione Europea ha raccomandato alla Grecia di:

– “Aiutare le autorità locali ad aumentare le competenze del loro personale | Rendere gli schemi EPR (responsabilità estesa del produttore) più efficaci | L’uso efficace dei fondi UE per sostenere la raccolta differenziata, il riciclaggio e il compostaggio.”

Polonia

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani in Polonia, nel 2017 il peaese registrava un tasso di riciclo dei rifiuti urbani del 34%, e tra le principali misure prioritarie da adottare, indicate dalla Commissione europea, c’erano le seguenti raccomandazioni:

– “Aiutare o comuni a rispettare i loro obblighi, in modo da rendere più efficace la raccolta differenziata | rendere più efficienti gli incentivi per incoraggiare una migliore raccolta differenziata dei rifiuti | introdurre sanzioni efficaci per i comuni o le autorità locali, in modo che si impegnino di più nel frenare lo scarico illegale dei rifiuti | assistenza tecnica per i comuni nell’adempimento dei loro obblighi di attuazione e applicazione.”

Romania

Le percentuali dei rifiuti urbani riciclati in Romania, secondo i dati del 2017, erano basse (14% di cui il 7% di riciclaggio dei materiali e il 7% di compostaggio), mentre quelle dello smaltimento in discarica erano alte (riportate dal paese al 70%). Di seguito, le raccomandazioni della Commissione Europea nel 2019:

– “stabilire standard minimi di servizio per la raccolta differenziata nei comuni per garantire alti tassi di raccolta dei rifiuti riciclabili | Utilizzare gli strumenti economici, ad esempio il pay-as-you-throw, e fissare obiettivi di riciclaggio obbligatori per i comuni, accompagnati da sanzioni per il mancato obiettivo| Sviluppare e gestire programmi di attuazione nelle municipalità per sostenere gli sforzi per la raccolta differenziata e migliorare il tasso di riciclaggio.”

Tante delle azioni raccomandate per la gestine dei rifiuti urbani sono rivolte alle autorità e soprattutto alle municipalità che sono in grado di migliorare il tasso di riciclo in tutti i paesi dell’UE. E anche se, a livello nazionale, alcuni risultati non sono quelli attesi, ci sono tante comunità che fanno la differenza e che hanno attuato progetti di gestione dei rifiuti nel modo corretto, con i corretti incentivi e strumenti, e con le persone giuste.

Tra queste, c’è anche un’isola in Croazia, paese che nel 2019 correva il rischio di non raggiungere l’obiettivo di riciclo dei rifiuti urbani del 2020. Qui, c’è una piccola comunità locale meta di migliaia di turisti ogni anno, che ha implementato nel 2020 una linea di trattamento dei rifiuti verdi e organici, progettata interamente da Ecostar. Si tratta dell’isola di Krk, divisa in più città e villaggi, con circa 20.000 abitanti durante la stagione invernale e 140.000 durante l’estate che stavano rendendo la selezione ancora più difficile, in quanto la quantità dei rifiuti aumentava durante il periodo estivo. Oggi i rifiuti organici domestici di Krk assieme ai rifiuti verdi vengono trattati e inviati al processo di digestione anaerobica. A breve, maggiori dettagli sul progetto.

Come il progetto di Krk, ce ne sono tanti altri in molti paesi dell’UE che hanno avuto successo. Loro sono la prova del fatto che i sistemi di gestione dei rifiuti possono essere messi in atto e possono lavorare a beneficio delle comunità, dei paesi e degli obiettivi ambientali ed economici dell’UE.

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