Gestione dei rifiuti e industria dei riciclo

L'impatto del Covid-19 in Africa e Medio Oriente

L’emergenza sanitaria del COVID-19, oltre a molte altre industrie, ha messo in difficoltà la gestione dei rifiuti e l’industria del riciclo in Africa e Medio Oriente, il mercato subendo un rallentamento a causa dell’incertezza generale. Allo stesso tempo, l’aumento del consumo di dispositivi di protezione personale e dei prodotti monouso ha aggravato il problema delle discariche a cielo aperto, dove finiscono il 60%-70% dei rifiuti prodotti nella regione. Ma vediamo più nel dettaglio i principali effetti della pandemia, dall’inizio fino ad oggi, le soluzioni e I possibili sviluppi futuri.

La gestione dei rifiuti e l’industria del riciclo nella regione: i primi segnali della pandemia

Ancora prima della pandemia, il divieto di importazione di rifiuti da parte della Cina aveva messo in difficoltà i riciclatori di plastica, carta e metalli nella regione. A partire dal 2018, la maggior parte dei materiali plastici viene esportato in Malesia, Indonesia e Turchia, mentre carta e metallo in India – che è diventato il secondo importatore di rottame metallico al mondo.

Però, la rapida diffusione del virus ha causato una congestione senza precedenti di migliaia di containers nei porti indiani, che ha messo a rischio più di 6000 fabbriche di riciclo e, di conseguenza, influito negativamente sull’industria del riciclo del metallo in Medio Oriente. Per cercare di limitare i danni, l’Associazione Indiana del Riciclo dei Materiali (MRAI) ha sollecitato il governo centrale a sospendere le spese di ritenzione e demurrage (spese di sosta), che potrebbero azzerare il valore dei rottami trasportati.

Inoltre, nel Medio Oriente, l’industria del riciclo dei metalli ha subito una battuta d’arresto a causa dell’impatto del crollo del prezzo del petrolio sugli investimenti in infrastrutture e edilizia, le principali fonti di rottame metallico.

Il riciclo di altri materiali – come carta e cartone, plastica, e materiali tessili – ha sofferto di una contrazione della domanda. In particolare, l’industria del riciclo della plastica ha risentito molto negativamente della crisi del petrolio.

Il mercato del riciclo dopo l’allentamento delle misure di contenimento e distanziamento sociale

Secondo il “Bureau of International Recycling” (BIR), la maggior parte dei centri di riciclo stanno tornando alla normalità dopo l’allentamento delle misure di contenimento. Tuttavia, I flussi di rottami metallici si sono ridotti del 30% rispetto alla norma, in quanto a causa dell’abbassamento dei prezzi non è più profittevole lavorare a pieno regime.

In più, il governo degli Emirati Arabi Uniti ha vietato l’esportazione di rifiuti per quattro mesi a partire dal maggio 2020, al fine di stimolare il mercato del riciclo intero.

Fortunatamente, si intravedono segni di ripresa nel settore del riciclo dei metalli. La domanda di rottami ferrosi è supportata dagli importatori turchi, mentre i materiali non-ferrosi, in particolare il rame, sono ricercati sul mercato a causa di un aumento del prezzo.

Le buone notizie dalla Regione

Per fortuna, la pandemia non ha portato solamente conseguenze negative, ma ha spinto i governi e il settore privato ad aumentare gli sforzi per limitare il preoccupante incremento dei rifiuti prodotti nella regione.

Nonostante il rallentamento del commercio internazionale e la limitazione degli spostamenti, hanno proseguito i lavori per il lancio di diversi impianti Waste-to-Energy (WtE). Lo scorso giugno, è stata annunciata l’installazione della caldaia di un impianto di waste-to-energy, progettato per trattare 300,000 tonnellate l’anno, ed installato nella municipalità di Sharjah negli Emirati Arabi Uniti. E lo scorso luglio, si è conclusa la presentazione delle offerte per l’installazione di altri due progetti di WtE ad Abu Dhabi, con una capacità totale di 600 MW.

Infine, è stato programmato nell’ultimo trimestre del 2020 l’avviamento del più grande impianto per la produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS) nella regione del Golfo, progettato per trattare 1500 tonnellate di Rifiuti Solidi Urbani (RSU) ad Umm Al Quwain negli Emirati Arabi Uniti.

Anche l’Egitto sembra propenso a perseguire la strada del WtE, lo scorso maggio è stata lanciata la prima international call per un’“Expression of Interest” per lo sviluppo di progetti finanziati dalla tariffa di immissione agevolata, approvata per la prima volta nel paese da un decreto ministeriale del marzo 2019.

Waste-to-energy e possibili sviluppi nell’industria del riciclo

Durante il picco della nuova pandemia, alcuni paesi hanno privilegiato l’incenerimento dei rifiuti, temendo il rischio di una seconda trasmissione del virus dovuto alla selezione manuale. E tanti dei progetti che si stanno sviluppando nella regione scelgono la via dell’incenerimento.

Il waste-to-energy è sicuramente una valida soluzione per fronteggiare la crescente produzione di rifiuti, e può aiutare a ridurre il rischio di una seconda trasmissione del Corona Virus, soprattutto nel caso in cui gli RSU sono smaltiti insieme ai rifiuti medici in discariche a cielo, che purtroppo spesso accade nei paesi in via di sviluppo.

Per concludere, che soluzione potrebbe funzionare per prevenire la diffusione del virus e allo stesso tempo promuovere un future sostenibile?

L’Associazione Internazionale Rifiuti Solidi (ISWA) suggerisce che le attività di riciclo devono essere garantite e possono proseguire se sono completamente meccanizzate, e non prevedono la selezione manuale dei rifiuti. Tutto questo è possibile ricorrendo alle tecnologie più performanti che sono attualmente disponibili nel mercato.

Per esempio, il brevetto Ecostar “self-cleaning” riduce al minimo l’esposizione dei lavoratori con i rifiuti. Allo stesso tempo, la tecnologia DDS (Dynamic Disc Screening) ha un impatto positivo sui profitti in quanto riduce i costi di manutenzione, porta fino a -70 % sui costi energetici rispetto alle tecnologie tradizionali, e garantisce portate maggiori e migliore qualità del prodotto selezionato.

È indiscutibile che la pandemia ha acuito le precedenti difficoltà dell’industria del riciclo nella Regione. Tuttavia, il mercato potrebbe avere una svolta positiva grazie allo sviluppo dei nuovi progetti, di nuove politiche governative, e di tecnologie performanti.

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