Il problema dei rifiuti

Come affrontano i paesi del mondo lo smaltimento dei rifiuti organici

Ogni giorno, nel mondo, 1 persona su 9 soffre la fame. Nel frattempo, 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono perse o sprecate ogni anno. Il cibo viene perso nelle fasi della raccolta, dello stoccaggio o del trasporto, o sprecato dai consumatori, dai rivenditori e dai ristoranti (FAO – Food & Agricultural Organization). ONG, istituzioni pubbliche e private, insieme a influencer di tutto il mondo stanno affrontando questo problema, cercando di trovare diverse soluzioni: dal riciclaggio dei rifiuti organici che vengono trasformati in combustibile per l’agricoltura e per produrre energia alternativa, ai programmi governativi nazionali per cambiare il modo di consumare e smaltire il cibo da parte di enti pubblici e privati, alle best practices che ci insegnano cosa e come comprare più responsabilmente.

Perché la perdita di cibo e lo spreco dovrebbero interessarci?

Non solo la perdita e lo spreco di cibo causano la fame (il numero di persone che soffrono di fame è sempre in crescita, raggiungendo circa 821 milioni di persone, secondo un rapporto ONU del 2017), ma anche perdite economiche e un impatto devastante sull’ambiente e sulla biodiversità. I gas serra del cibo gettato via sono stimati in 3,3 miliardi di tonnellate (rapporto FAO), il che significa che lo spreco alimentare genera circa l’8% delle emissioni globali di gas serra. Per non parlare delle risorse sprecate: dall’energia, alla terra e all’acqua, con il World Resources Institute che afferma che il 24% di tutta l’acqua utilizzata per l’agricoltura si perde ogni anno a causa dello spreco di cibo, cioè circa 170 trilioni di litri.

Come avrete immaginato, i paesi industrializzati sprecano più cibo di quelli in via di sviluppo, come ad esempio lo spreco alimentare pro capite che è pari a 95-115 kg all’anno in Europa e Nord America, mentre solo 6-11 kg all’anno vengono gettati nell’Africa sub-sahariana, nel sud e sud-est asiatico (rapporto FAO).

In che modo i paesi stanno affrontando la questione dei rifiuti alimentari?

I paesi di tutto il mondo hanno adottato diverse misure per ridurre lo spreco alimentare: dai programmi di raccolta differenziata, al dirottamento di cibo da parte di rivenditori e ristoranti o alla costruzione di infrastrutture per la gestione dei rifiuti.

Ad esempio, Australia, Norvegia e Germania si sono impegnate a dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030, attraverso specifiche strategie nazionali. La Francia ha adottato diverse misure per affrontare il problema: il governo ha imposto una legge per ridurre la quantità di rifiuti organici inviati in discarica, chiedendo al settore privato di riciclare i rifiuti organici nel caso in cui producano più di 120 tonnellate all’anno. Inoltre, i supermercati non possono più gettare via il cibo, che deve essere donato, compostato o trasformato in alimenti per animali.

L’Italia, oltre ad avere imposto una legge simile a quella francese, che incoraggia le aziende a donare il cibo invenduto, sta facendo un buon lavoro di recupero dei rifiuti organici: nel 2017 sono stati raccolti 6,6 milioni di tonnellate di rifiuti organici (umido, verde e altri rifiuti organici), pari a circa il 40% dell’intera raccolta differenziata (CIC – Consorzio Italiano Compostatori). In più, nel 2017 erano attivi sul territorio italiano 55 impianti di digestione anaerobica per la frazione organica dei rifiuti urbani. 

Ed è in questi impianti che stanno crescendo in tutto il mondo che i vagli a dischi Ecostar, Hextra e Hexact, stanno eseguendo un ottimo lavoro, separando i rifiuti organici dalla plastica, grazie alla tecnologia Dynamic Disc Screening.  Possiamo affermare con orgoglio che ad oggi Ecostar, con i suoi vagli a dischi dinamici è presente in + di 100 impianti di trattamento di rifiuti organici nel mondo, contribuendo attivamente al processo di riciclo.

Negli Emirati Arabi Uniti, gli studi indicano che i ristoranti sono la principale fonte di rifiuti alimentari, che rappresentano il 32 % dei rifiuti totali. Un altro 30% degli sprechi alimentari deriva dal cibo in eccesso cucinato per le feste. La soluzione: Winnow – uno strumento di gestione alimentare per la ristorazione, alberghi & casinò, ristoranti, supermercati e navi da crociera, che aiuta gli chef a individuare meglio la quantità di ingredienti di cui hanno bisogno per alcuni piatti, così riducendo lo spreco.

Ricordiamocelo sempre: nel mondo, 1 persona su 9 soffre la fame, mentre 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono perse e sprecate ogni anno, a livello globale. Inoltre, la perdita e lo spreco di cibo ha un impatto devastante sull’ambiente e sull’economia.

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